Avis Comunale di Domodossola
c/o Ospedale S. Biagio - Largo Caduti Lager Nazisti n°1
28845 Domodossola (VB) Tel. 0324.491272
s e g r e t e r i a @ a v i s d o m o . i t
C.F.:92003540033

Donare il sangue è un gesto di solidarietà... Significa dire con i fatti che la vita di chi sta soffrendo mi preoccupa.


Il sangue non è riproducibile in laboratorio ma è indispensabile alla vita. Indispensabile nei servizi di primo soccorso, in chirurgia nella cura di alcune malattie tra le quali quelle oncologiche e nei trapianti.


Tutti domani potremmo avere bisogno di sangue per qualche motivo. Anche tu. La disponibilità di sangue è un patrimonio collettivo di solidarietà da cui ognuno può attingere nei momenti di necessità. 

Le donazioni di donatori periodici, volontari, anonimi, non retribuiti e consapevoli... rappresentano una garanzia per la salute di chi riceve e di chi dona. 


Carne

In un periodo in cui risulta poco convincente il suggerimento di mangiar più carne per i donatori in carenza di ferro, visto mucca pazza prima e aviaria ora, mi sembra giusto dare qualche suggerimento per alimenti alternativi che possano sopperire alla carenza di ferro ed in particolar modo segnalare quanto segue:

Pesce

1) Nel pesce purtroppo il ferro non è così abbondante come nella carne;

2) Nei legumi è contenuto un buon quantitativo di ferro, ma, generalmente nei legumi freschi vi sono anche dei fattori che inibiscono l’assorbimento, per cui potrebbe non essere sufficiente come alimento sostitutivo;

Legumi

3) Nelle uova c’è un buon quantitativo di ferro, ma, anch’esse sembrano contenere un fattore inibente l’assorbimento;

7) Non cercate di pensare che come braccio di ferro bastano un po’ di spinaci e si riesce anche a sconfiggere Bruto: è meglio una bistecca (anche di tacchino) da 500gr o 5 Kg di spinaci (foglie)? Per arrivare allo stesso apporto di ferro questa è la proporzione; auguri e buon stomaco;5) La vitamina C, quindi la frutta tipicamente invernale che la contiene (arance, mandarini, kiwi ecc.), è un fattore favorente l’assorbimento del ferro;4) Nel formaggio, soprattutto nei formaggi caprini il ferro quasi non esiste e quindi non è una valida alternativa;

Cioccolato

6) Il The come bevanda, ormai diffusa non solo come bevanda calda, ma, purtroppo anche come dissetante, contiene il tannino che inibisce l’assorbimento di ferro e quindi, pur essendo una bevanda tipicamente inglese, non trasmette la BSE, ma contribuisce a diminuire il ferro nei vegetariani;

8) Non esagerate, perché l’assorbimento non è comunque ottimale come quello della carne, ma nel cioccolato si trova un discreto quantitativo di ferro; attenti poi al colesterolo!!

9) La consuetudine di prendere il caffè subito dopo pranzo sembra ridurre l’assorbimento del ferro fino al 39%.

Spinaci

Se invece, come spero, mangiate carne, sappiate che per un buon apporto di ferro, deve essere poco cotta, assunta a stomaco vuoto e accompagnata da molto limone o da una spremuta di agrumi. Durante questo pasto, e nelle due ore successive, vanno assolutamente evitati: pane e simili, latte, uova, vino, tè e caffè, che diminuirebbero l’assorbimento del ferro.

 

Dr. Paolo Cerutti

Modulo preiscrizione (dopo aver lasciato i dati verrai contattato dal S.I.T. per un colloquio):

RICHIESTA DI ISCRIZIONE:
Il richiedente chiede di essere iscritto all'Avis come SOCIO DONATORE EFFETTIVO e dichiara di accettare le norme dello Statuto e del Regolamento associativo in vigore.

INFORMATIVA PRIVACY:
Con l'entrata in vigore delle nuove norme a tutela della privacy è necessario che Lei sia informato di quanto segue:
1) Il conferimento dei dati è indispensabile per lo svolgimento di tutte le attività istituzionali.
2) I dati da Lei forniti, sia all'atto dell'iscrizione all'Avis che durante le future attività associative verranno registrati su archivi variamente strutturati (schede su carta, supporti elettronici, informatici e telematici) e saranno trattati in via del tutto riservata e protetta per le sole finalità istituzionali.
3) I dati non verranno divulgati all'esterno, ad eccezione delle strutture del Servizio Sanitario Nazionale, secondo quanto espressamente previsto dalla legge 107/90 e successivi decreti.
4) Responsabile del trattamento dei dati è il Presidente pro-tempore della struttura presso la quale è in carico il donatore.
5) A norma dell'art. 13 della legge in argomento, in qualsiasi momento e del tutto gratuitamente, Lei potrà consultare, far modificare o cancellare i suoi dati, rivolgendosi alla struttura Avis di appartenenza.

CONSENSO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI:
Ai sensi de quanto previsto all'articolo 11 della legge 31 Dicembre 1996 n°675, il sottoscritto dichiara di essere stato preventivamente informato per iscritto di quanto previsto all'art.10 e all'art.13 della legge e di consentire espressamente all'Avis il trattamento dei dati forniti, nonché la loro comunicazione a terzi, come indicato al punto 3 della citata informativa.

INFORMATIVA PER CONSENSO INFORMATO ALLA DONAZIONE DI SANGUE E DI EMOCOMPONENTI:

 

DOPO AVER INVIATO LA DOMANDA:

- CONTROLLA LA TUA EMAIL

- SARAI CONTATTATO AL NUMERO DI TELEFONO CHE HAI LASCIATO

GRAZIE E BUONA GIORNATA


 

* questi dati sono necessari.

APPELLI PER IL SANGUE: SPESSO SONO VERE BUFALE  di Edorado Stucchi - CORRIERE DELLA SERA 

L’appello era girato come Sms sui telefonini e come e-mail via Internet già a marzo 2007 e, dopo un’interruzione, eccolo ricomparire nei primi giorni del 2008. Chiedeva sangue di un certo tipo per un bambino colpito da leucemia e ricoverato all’ospedale Meyer di Firenze. «Questo appello è infondato» si è subito preoccupato di comunicare l’ospedale, per bloccare la catena di Sant’Antonio che stava mandando in tilt il centralino della struttura. «Non c’è alcuna emergenza sangue - precisa un comunicato del Meyer -. Tali iniziative non favoriscono il nostro lavoro, anzi lo bloccano». Anche Fidas, la Federazione delle associazioni del sangue e l’Avis hanno informato della «bufala» gli iscritti con messaggi sui loro siti.
Ma perché spuntano questi appelli? E quale obiettivo si pongono i loro ideatori? «Purtroppo, - spiega Giuliano Grazzini, direttore del Centro nazionale sangue - pare che nemmeno la Polizia postale, competente per questi eventi, sia riuscita a trovare il bandolo dellan certezza alla gente è di non prestare attenzione a questi appelli, perché l’emergenza in Sanità non può essere risolta con spinte emozionali. II sistema italiano di raccolta sangue è fondato sull’associazionismo e sulla donazione volontaria’ di persone conosciute che, con il loro stile di vita sano, garantiscono sangue sicuro. Fortunatamente, grazie al milione e 65omila donatori possiamo garantire le trasfusioni in tutti gli ospedali italiani, mentre per i prodotti emoderivati (albumina, immunoglobuline e fattori della coagulazione) dipendiamo ancora in parte da Germania e Stati Uniti».
Eppure, a volte le richieste di donazioni partono da strutture sanitarie e reparti qualificati. «E vero, - precisa Grazzini - ma questi episodi non devono accadere. Va chiarito che il sangue donato in queste circostanze non serve al familiare ricoverato, ma va ad aggiungersi alle scorte generali. In ogni caso, si deve evitare di formulare richieste ai parenti del malato, nel momento in cui sono provati dalla malattia del congiunto, perché donare sangue periodicamente è una forma di solidarietà civile, a beneficio di tutti».

In collaborazione con Istituto Auxologico Italiano IRCCS, Ospedale San Giuseppe
Pubblicazione a cura di laila Cattani e Tiziana Tinozzi

 

 

Logo Associazione per lo Studio dell'Emocromatosi e delle Malattie da Sovraccarico di Ferro ONLUS

Vedi anche il sito dell'Associazione per lo Studio dell'Emocromatosi e delle Malattie da Sovraccarico di Ferro ONLUS (www.emocromatosi.it)

L'emocromatosi, patologia causata da un aumentato assorbimento del ferro alimentare che determina un progressivo accumulo di ferro nell'organismo, è una malattia ereditaria frequente.

Purtroppo essa è tuttora poco considerata e spesso scoperta casualmente nel corso di esami periodici od alla comparsa delle sue complicanze.
Essa è spesso sottostimata per diverse ragioni:

  • a) dà segno di sé solo negli stati avanzati;
  • b) i sintomi qualora presenti sono aspecifici;
  • c) la malattia e gli esami necessari per la diagnosi sono poco conosciuti;
  • d) è frequentemente confusa con l'epatopatia alcoolica.

 

Il sovraccarico di ferro è caratterizzato da un aumento quantitativo dei depositi di tale metallo nell’organismo umano; usualmente il deposito di ferro è stimato essere di 50-60 mg/Kg per l’uomo e di 35-40 mg/Kg per la donna. Tutte le condizioni associate a depositi di ferro superiore ai 5 grammi possono causare danno tessutale in vari organi e quindi rilevanti manifestazioni cliniche.

Non esiste una via particolarmente efficiente di eliminazione del ferro e qualsiasi condizione che determini un aumentato apporto marziale conduce inevitabilmente ad un incremento delle riserve corporee.

ETIOLOGIA - Il sovraccarico di ferro può essere secondario, determinato cioè da condizioni acquisite che indirettamente conducono all’accumulo tissutale del ferro (es. terapia trasfusionale), ma anche primario, intendendo con tale definizione la malattia caratterizzata da un’alterazione puntiforme geneticamente determinata dei meccanismi di regolazione dell’assorbimento del ferro.
La natura ereditaria dell’emocromatosi idiopatica è stata affermata per primo da Sheldon (1953) confermata da Simon (1975) sulla base della stretta relazione tra l’emocromatosi ed il complesso maggiore di istocompatibilità di classe I, sito sul braccio corto del cromosoma 6 ed infine dimostrata dall’identificazione del gene HFE (Feder -1996).
In questa regione del cromosoma 6 sono state identificate originariamente due mutazioni C282Y e H63D.
La malattia autosomica recessiva richiede normalmente una condizione di omozigosi per la variante C282Y o di eterozigosi composta C282Y/H63D per manifestarsi. Successivamente sono state identificate altre mutazioni tra cui di interesse locale la variante E168X (variante ossolana).

ETIOPATOGENESI – La proteina codificata dal gene HFE, strettamente legata alla Beta2-microglobulina, funge molto probabilmente da sensore dei livelli plasmatici del ferro regolando così l’espressione di altri geni che controllano la captazione o il rilascio del metallo. Un’alterazione genetica della proteina è così determinante nell’assorbimento marziale a livello intestinale che normalmente si attesta intorno al 5-10% mentre nei soggetti con emocromatosi raggiunge livelli molto superiori.

CLINICA – L’emocromatosi è quindi una malattia autosomica recessiva caratterizzata da un alterato assorbimento intestinale del ferro con conseguente sviluppo di un sovraccarico a livello delle cellule parenchimali di molti organi come il fegato, il pancreas, il cuore, le articolazioni e gli organi endocrini.
Le conseguenze cliniche dell’accumulo di ferro in questi organi, che avviene in un tempo di alcuni decenni, sono rappresentate dalla cirrosi epatica, dal carcinoma epatocellulare, dal diabete, dalla cardiopatia, dall’artropatia e dall’ipogonadismo.
La denominazione di diabete bronzino per la marcata iperpigmentazione cutanea associata al diabete con cui veniva una volta identificata l’emocromatosi, è ormai una evenienza rara.
Il fegato è l’organo dove più precocemente si accumula il ferro e l’epatomegalia conseguente è un segno obiettivo di più comune riscontro, presente in più del 90% dei casi clinicamente sintomatici. L’epatocarcinoma rappresenta la più frequente causa di morte dei pazienti con emocromatosi idiopatica e cirrosi.
L’incidenza del diabete è intorno al 50% con due meccanismi patogenetici: resistenza insulinica per la disfunzione epatocellulare; ridotta produzione di insulina causata dal progressivo accumulo di ferro nelle beta cellule del pancreas.
L’ipogonadismo si manifesta nell’uomo con impotenza, perdita della libido e nella donna con amenorree: esso è il risultato di un danno primitivo indotto sulle cellule ipotalamo-ipofisarie che determina una insufficiente funzione gonadica per ridotta produzione di gonadotropine.
Il sovraccarico di ferro all’interno delle miocellule, negli stadi avanzati porta a scompenso cardiaco per cardiomiopatia dilatativa e gravi aritmie che sono tra le principali cause di morte.
Le alterazioni ossee ed articolari sono presenti in una percentuale variabile (20-50%) con una sintomatologia che si presenta prevalentemente dopo i 40 anni. Sebbene la maggior parte delle articolazioni può essere coinvolta, è caratteristica la manifestazione osteoartritica delle falangi metacarpali del 1-2-3° dito.

DIAGNOSI – Diagnosticare precocemente l’emocromatosi è fondamentale per prevenire le gravi complicanze cliniche determinate da un sovraccarico di ferro, onde intervenire e limitare se non addirittura prevenire il danno d’organo.
Lo screening degli indici bioumorali dello stato del ferro e della presenza delle mutazioni genetiche dell’HFE sono fondamentali e dovrebbero essere eseguiti indicativamente all’inizio della IV decade di vita.
Convenzionalmente si ritiene predittivo un valore di saturazione della transferrina superiore al 45%.
Anche la ferritina sierica è ovviamente fondamentale nella valutazione dello status del ferro, ma essa aumenta considerevolmente anche negli stati infiammatori o neoplastici e in presenza di un’importante necrosi epatocellulare ed in questi casi non c’è più correlazione diretta con i depositi marziali (100 µg/L di ferritina = 86 mg di ferro di deposito circa).
In assenza delle condizioni sopra riportate sono da considerare indicativi valori di ferritina maggiori di 400 µg/L nell’uomo e 200 µg/L nella donna.
In presenza di valori alterati di saturazione transferrinica e di ferritina sierica è indicata la biopsia epatica per valutare l’entità del danno epatico e del sovraccarico di ferro.
Meno invasiva della biopsia epatica e molto innovativa risulta la suscettibilità magnetica misurata mediante una speciale apparecchiatura (SQUIDD – Superconducting Quantum Interference Device) presente in pochi ospedali al mondo tra cui figura da 2-3 anni anche l’Ospedale infantile Regina Margherita di Torino.
Una volta posta la diagnosi di emocromatosi, si dovrà procedere attraverso indagini bioumorali e strumentali alla valutazione dei danni d’organo : fegato, cuore, ghiandole endocrine, articolazioni.
E’ inoltre raccomandabile procedere ad una indagine bioumorale e genetica famigliare.

TERAPIA – La finalità della terapia è quella di rimuovere in breve tempo l’eccesso di ferro: ciò si ottiene con la salasso terapia settimanale di 400-450 ml fino a raggiungere la ferro deplezione, definita da una percentuale di saturazione della transferrina minore del 20% e da valori ferritina sierica minori di 30 µg/L.
In questo modo si eliminano con ogni salasso circa 200 mg di ferro e si stimola l'organismo a produrre nuovo sangue utilizzando il ferro depositato in eccesso. Possono essere necessari da alcuni mesi ad anni per rimuovere l'eccesso di ferro.
Una volta raggiunta la ferrodeplezione, si instaura una salasso terapia di mantenimento per mantenere i parametri del ferro entro la normalità. L’efficacia della terapia è ovviamente strettamente legata alla precocità della diagnosi.

CONCLUSIONI – L'emocromatosi è la malattia ereditaria più comune nel mondo occidentale.
E' stato stimato, in Italia e in varie regioni europee ed extraeuropee che esistano 2-5 malati su 1000 individui e 9-15 portatori su 100.
Ciò vuol dire che su 170.000 pazienti dell’asl 14 ci sono dai 400 agli 800 malati e dai 15.000 a 25.000 portatori.
I soggetti malati in trattamento presso i tre presidi ospedalieri non raggiungono il centinaio, per cui rimangono sul territorio, non diagnosticati ancora qualche centinaio di malati. Attraverso uno studio condotto in collaborazione tra l ‘ U.O.A. di Medicina Trasfusionale del P.O. di Domodossola ed il centro anemie congenite dell’ospedale di Monza, sono stati individuati su 608 donatori ossolani afferenti al nostro Servizio: una donatrice omozigote C282Y con livelli di ferritina di oltre 200 ng/ml che attualmente viene sottoposta a donazioni con frequenza trimestrale, un gruppo nutrito di donatori con la variante tipica Celtica (C282Y) e ben sette donatori con una variante riscontrata per la prima volta in altre due famiglie ossolane (E168X).
Anche grazie alla nostra esperienza a livello regionale è stata lanciata per il 2002 la campagna di ricerca del gene HFE tra i donatori nuovi afferenti a tutti i Servizi Trasfusionali del Piemonte.
Anche in questo caso è stata dimostrata nella nostra zona una frequenza di alterazione genetica HFE pari al doppio di quella presente sul restante territorio Regionale, probabilmente per la migrazione di popolazioni Celtiche attraverso il passo del Sempione. Per far fronte alla esigenza di diagnosi precoce sul centinaio di pazienti che nella nostra zona mancano ancora all’appello verrà istituito un ambulatorio apposito presso il Servizio Trasfusionale di Domodossola con orari ancora da definire (tel 0324/491272).

Dr.Paolo Cerutti

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Primario F.F. Dr. RUSCETTO Leonardo

DAL LUNEDI' AL VENERDI'

  • 7.00 Apertura
  • 7.30 Primo turno prelievi post visita
  • 7.40 - 9.00 Donazione su chiamata nominale
  • 9.15 Secondo turno prelievi post visita
  • 9.30 - 11.30 Visite di controllo previo appuntamento telefonico
  • 12.00 Chiusura
  • 14.00 Apertura pomeridiana
  • 14.00-16.40 Visite di controllo previo appuntamento telefonico
  • 14.00-15.30 Consulenza medici; visione analisi o visite specialistiche, prenotazione analisi con impegnativa, informazioni, varie ed eventuali
  • 15.30 Chiusura

SABATO

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  • 9.30 Chiusura

PER TELEFONATE CHE NON RIVESTONO CARATTERE DI URGENZA SI PREGA DI UTILIZZARE IL PERIODO TRA LE ORE 10.00 E LE ORE 15.30

OSSERVANDO GLI ORARI INDICATI POTRETE USUFRUIRE DI UN SERVIZIO MIGLIORE EVITANDO DI PERDERE TEMPO, AVERE RISPOSTE APPROSSIMATIVE E COSI' FACENDO CI AIUTERETE A LAVORARE MEGLIO.

GRAZIE

Gentilissima Donatrice, Gentil Donatore, il gesto che sta per compiere, sia che si tratti della prima volta, sia che Lei abbia già donato il sangue in precedenti occasioni, è un gesto molto importante dal punto di vista personale e sociale che acquista ancora una maggiore importanza se discende da una informazione corretta e quanto più possibile completa.

Queste pagine che la invitiamiamo a leggere, hanno lo scopo di rispondere alle più comuni domande e curiosità sul sangue e sulla donazione.

Esse rispondono ai requisiti di informazione previsti dalla legislazione italiana e raccomandati dall'Unione Europea.



Le indicazioni che sono fornite sono tratte dal recente decreto ministeriale "Protocolli per l'accertamento dell'idoneità del donatore di sangue e di emocomponenti".

Vi sono delle informazioni che non corrispondono a quello cui siete abituati presso il nostro servizio trasfusionale e quindi è necessaria una spiegazione.

L'età massima è indicata in 65 anni, mentre, per accordo fra tutti i medici della regione Piemonte, si permette la donazione sino a 70 previo accurati accertamenti cardiovascolari.

Il peso minimo è indicato in 50 chilogrammi; nel nostro servizio, alla scopo di proteggere la salute del donatore e quindi di prelevare quantitativi non eccessivi, da anni si utilizza un criterio basato sul volume del sangue circolante che è in funzione non solo del peso ma anche dell'altezza e del sesso.

Sempre rivolto alla protezione della salute del donatore è il criterio che prevede una frequenza personalizzata per ciascun donatore in relazione al valore della ferritinemia mentre il decreto prevede genericamente quattro donazioni massime per anno nell'uomo e due donazioni massime per anno nella donna.

 

Nel ricordarvi che troverete sempre un medico disposto a chiarire eventuali dubbi, sono certo che le informazioni che leggerete potranno servire a rendere più efficace la vostra opera di propaganda del dono del sangue.

Buona lettura.

dr. Raffaele Borsotti

  1. Limitare l'assunzione di cibi particolarmente grassi e di bevande alcoliche in generale; in particolare il giorno prima della donazione non assumere bevande alcoliche per non interferire con le analisi e, per lo stesso motivo, presentarsi a digiuno.

  2. Ricordare che l'ipertensione controindica la donazione in quanto può causare brusca diminuzione della pressione durante e/o dopo il salasso. Lo stato ipertensivo va quindi controllato con adeguata terapia anche nel giorno della donazione, tenendo comunque conto dei farmaci controindicati il cui elenco è esposto presso la nostra sede.

  3. Comunicare eventuali cambiamenti di indirizzo e numero telefonico per favorire le convocazioni a donazione.

  4. Comunicare allontanamenti dal proprio domicilio superiori al normale periodo di ferie (es.: servizio militare, lunga permanenza all'estero per motivi di lavoro) onde evitare inutili tentativi di convocazione a donazione.

  5. Comunicare con tempestività, entro le 17.30 del giorno precedente, l'eventuale impossibilità ad effettuare la donazione dopo essere stati convocati onde permettere la convocazione di altri donatori.

  6. Annotare accuratamente l'assunzione di farmaci, vaccini e sieri e riferire al momento della convocazione per la donazione.

  7. Comunicare l'eventuale stato di gravidanza in quanto le donazioni di sangue potranno riprendere, previa visita di controllo, solo un anno dopo il parto.

  8. Rispondere tempestivamente all'invito che previene a domicilio per effettuare la visita di controllo, strumento indispensabile per un programma di medicina preventiva nei riguardi del donatore e una sicurezza nella pratica trasfusionale.

  9. Rispettare gli orari per usufruire di un servizio migliore.

  10. Compilare con attenzione e cura il MODULO DI ACCETTAZIONE E CONSENSO prima della donazione di sangue.

  11. Ricordare che occorre bere abbondantemente liquidi non alcolici, preferibilmente freddi subito dopo la donazione e durante la giornata.

  12. Evitare di svolgere attività ed hobby rischiosi nelle 24 ore successive alla donazione (es. ponteggi aerei, scale, parapendio, deltaplano, alpinismo in cordata, immersioni subacquee).

  13. Comunicare eventuali malattie che si verificassero nei trenta giorni successivi alla donazione al fine di evitare l'eventuale trasmissione di agenti infettivi ai riceventi del proprio sangue.

  14. Rammentare che la corretta alimentazione del donatore prevede una dieta ricca di carne, in quanto necessaria per ricostruire le riserve di ferro intaccate dalle donazioni.

Il mattino del prelievo è preferibile essere a digiuno.

Valutazione clinica e firma del modulo di accettazione e consenso alla donazione
Ad ogni donazione il medico per prima cosa effettuerà una valutazione clinica del donatore (battito cardiaco, pressione arteriosa), quindi l'intervista per l'accertamento di eventuali situazioni che rendano la donazione controindicata tanto per la sicurezza del donatore che per quella del ricevente (tra cui i comportamenti a rischio intercorsi dall'ultima donazione) e richiederà al donatore la firma del consenso alla donazione.

Prima della donazione viene effettuato un piccolo prelievo mediante digitopuntura per un esame emocromocitometrico completo; bisogna essere certi che il donatore abbia sangue sufficiente per poterlo donare.

Il prelievo
Il prelievo di sangue intero è assolutamente innocuo per il donatore e ha una durata di circa 5-8 minuti. Il volume massimo di sangue prelevato, stabilito per legge, è uguale a 450 centimetri cubici +/- 10%.


>>>>> CALCOLA QUANTO SANGUE TI VERRA’ PRELEVATO <<<<<


Dopo il prelievo

Dopo il prelievo viene offerto un ristoro per reintegrare i liquidi e migliorare il comfort post donazione.
Ai lavoratori dipendenti viene riconosciuta per legge una giornata di riposo retribuita, escluso i donatori frontalieri (la legislazione svizzera prevede solo mezz'ora di permesso per la donazione).

Esami obbligatori ad ogni donazione e controlli periodici
Ad ogni donazione il donatore e il sangue prelevato vengono sottoposti ai seguenti esami:

- transaminasi ALT con metodo ottimizzato
- sierodiagnosi per la Lue
- HIVAb 1-2 e costituenti virali (per l'AIDS)
- HBsAg e costituenti virali (per l'epatite B)
- HCVAb e costituenti virali (per l'epatite C)
- Conferma del gruppo sanguigno (AB0) e del fattore Rh

L'intervallo di tempo tra una donazione e l'altra
L'intervallo minimo tra una donazione di sangue intero e l'altra è di 90 giorni per gli uomini e 180 giorni per le donne in età fertile.
Di norma, quindi, gli uomini possono donare sangue intero 4 volte l'anno, mentre le donne 2 volte l'anno.
Le donne non possono donare sangue in gravidanza, e per un anno dopo il parto.

Il S.I.T. di Domodossola applica ormai dalla fine degli anni '80, una frequenza personalizzata secondo le riserve marziali. In base al quantitativo di ferrorilevato alla prima visita per ciascun donatore viene stabilita la frequenza ottimale che può variare per gli uomini da un minimo di 3 mesi ad unmassimo di 12 mesi (1 anno). Per le donne da un minimo di 6 mesi ad un massimo di 18 mesi (1 anno e mezzo).
La frequenza iniziale potrà poi variare in occasione di controlli annuali della ferritina.

Chi intende diventare donatore di sangue ed ha più di 18 anni e meno di 60, può recarsi presso una sede o un centro di raccolta Avis o un Servizio trasfusionale dell'ospedale della propria città.

Alla sede dell'Avis si possono ritirare i moduli per l'iscrizione all'Avis per diventare donatore effettivo, oppure compilare il modulo scaricabile in questa pagina e portarlo già compilato alla sede di Largo Caduti Lager Nazisti n°1 a Domodossola (VB) oppure  puoi mandare i tuoi dati attraverso il modulo di preiscrizione che trovi qui sotto.

Visto il quantitativo minimo di prelievo stabilito per legge in 405 centimetri cubici, l'aspirante donatore non deve comunque pesare meno di 50 Kg (vedi anche la pagina DONAZIONI).

Colloquio con il medico
Il colloquio aiuterà a stabilire l'idoneità e ad individuare quale tipo di donazione è più indicata: sangue intero o plasmaferesi.
Dopo la visita medica verrà prenotato per un prelievo di sangue necessario per eseguire gli esami di laboratorio prescritti per accertare l'idoneità al dono

Accertata l'idoneità il nuovo donatore verrà invitato ad effettuare la prima donazione mediante convocazione telefonica da parte di personale sanitario qualificato come previsto dalla convenzione con l'ASL 14 di Omegna.

Sottocategorie

Gentilissima Donatrice, Gentil Donatore, il gesto che sta per compiere, sia che si tratti della prima volta, sia che Lei abbia già donato il sangue in precedenti occasioni, è un gesto molto importante dal punto di vista personale e sociale che acquista ancora una maggiore importanza se discende da una informazione corretta e quanto più possibile completa.

Queste pagine che la invitiamiamo a leggere, hanno lo scopo di rispondere alle più comuni domande e curiosità sul sangue e sulla donazione.

Esse rispondono ai requisiti di informazione previsti dalla legislazione italiana e raccomandati dall'Unione Europea.

 

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